| Le emorroidi |
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Le emorroidi sono varici (dilatazioni venose) delle vene del plesso venoso emorroidario, cioè di quel reticolo venoso che è parte della mucosa anale e che è deputato alle funzioni di continenza ed evacuazione. Questi vasi vanno incontro ad infiammazioni o trombosi e sono spesso causa di una sintomatologia caratterizzata da bruciore, dolore, prurito e sanguinamento.Le emorroidi possono essere interne ed esterne: le prime si sviluppano all’interno del canale anale, le seconde appaiono come protuberanze dure e dolenti. La malattia colpisce equamente i due sessi, maggiormente tra i 45 e i 65 anni. L’eziologia (la causa) è legata a vari fattori. Certamente esiste una predisposizione familiare, ma un ruolo fondamentale per lo sviluppo della patologia è lo stile di vita. Infatti i fattori principali per la comparsa della malattia sono : il regime alimentare( una dieta che provoca stitichezza porta all’insorgenza di emorroidi, come pure l’uso di alcuni alimenti o bevande come alcol, alimenti piccanti, cacao, cioccolato, salumi, spezie scatenano le crisi emorroidarie); la diarrea cronica comporta irritazioni della mucosa anale; la postura( le attività sedentarie e quelle che costringono il soggetto ad una prolungata stazione eretta provocano un aumento di pressione delle vene emorroidarie);alcuni farmaci come quelli a base di ormoni, di anticoncezionali, di lassativi possono provocare episodi emorroidali acuti; la gravidanza ed il ciclo mestruale, per effetto meccanico ed ormonale, possono infine favorire l’insorgenza della malattia. I sintomi più frequenti e caratteristici sono : sanguinamento, prolasso, dolore, prurito, perdite mucose e fastidio a livello anale. Il sanguinamento è il sintomo più frequente e si distingue da perdite ematiche del colon per una colorazione molto più intensa. La diagnosi si basa sui sintomi appena descritti e sull’esame anoscopico. In base alla gravità della malattia le emorroidi si distinguono in quattro stadi o gradi.
Le complicanze possono essere: anemia, flebite, ragadi, trombosi.
La prevenzione, sia per evitare la malattia che le recidive, va fatta attenendosi ad un corretto stile di vita, abbandonando la sedentarietà e facendo un’alimentazione corretta. L’attività fisica, una dieta ricca di frutta e verdure, yogurt permettono di eliminare la stitichezza che è il fattore di rischio più importante.
La terapia è correlata alla gravità del quadro clinico. Nelle emorroidi di I e II grado basta attenersi a quanto appena detto e avere più cura della propria igiene personale: la parte deve essere lavata con acqua tiepida e sapone acido, asciugando e tamponando delicatamente con un panno morbido. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio che peggiorerebbe i sintomi. Usare pomate locali che alleviano i sintomi ed aiutano a far rientrare spontaneamente le emorroidi. Nel caso di emorroidi di III e IV grado la terapia sarà ovviamente chirurgica. Le tecniche sono tante; le più conosciute sono la dilatazione anale, l’emorroidectomia aperta secondo Ferguson, l’emorroidectomia aperta secondo Milligan e Morgan, l’emorroidectomia aperta con harmonic scalpel, la dearterizzazione emorroidaria sotto guida doppler, l’emorroidectomia secondo Longo. Dott. Luigi Funiciello
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