| Le varici degli arti inferiori |
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Le varici degli arti inferiori sono vene che si sono dilatate, allungate e diventate tortuose. Esse si distinguono in varici primitive, secondarie ad un’altra malattia e congenite quando si presentano alla nascita . Le varici primitive,le piu’ frequenti,sono rare nei bambini e negli adolescenti.
Si evidenziano piu’ nelle femmine che nei maschi con un rapporto di 3 a 1; tale rapporto pero’ diminuisce col passare degli anni. Esse sono piu’ frequenti nel mondo occidentale. Non e’ ancora certa la trasmissione ereditaria ma solo una predisposizione familiare nell’80-85% dei pazienti ; anche l’obesita’ ed il tipo di attivita’ lavorativa ha la sua influenza. Per quanto riguarda le varici secondarie e quelle congenite esse rientrano in tutt’altrotipo di patologie.
Il sistema venoso degli arti inferiori e’ rappresentao da un circolo venoso superficiale( grande e piccola safena ), da un circolo venoso profondo (vena iliaca, femorale superficiale e profonda,vena poplitea e vene tibiali ); tale sistema e’ collegato dalle vene perforanti ( le piu’ frequenti , a livello di gamba, sono quelle di Cockett ).
Le vene superficiali ( grande e piccola safena con le collaterali) si trovano nel sottocutaneo e drenano il 10% circa del sangue degli arti; le vene profonde decorrono tra i fasci muscolari e drenano il 90% circa del sangue; le vene perforanti,come gia’ detto, collegano i due sistemi.
Le vene, al loro interno, presentano delle valvole a nido di rondine che orientano la corrente sanguigna dal basso verso l’alto impedendo con la loro apertura il reflusso del sangue verso il basso.
La corrente sanguigna e’ spinta verso il cuore da una forza aspirante (atti respiratori e attivita’ cardiaca) e da una forza propulsiva ( soprattutto pompa plantare e pompa muscolare del polpaccio ). Tali meccanismi variano a seconda della posizione del soggetto (supina-ortostatica ). Nella posizione supina e’ soprattutto la forza aspirante ad agire mentre nella deambulazione e’ la forza propulsiva.E’ invece nella posizione ortostatica che si esercita la maggiore pressione sulla parete delle vene ed e’ questo il momento in cui le valvole venose possono diventare insufficienti.
Durante la deambulazione si verifica una vera e propria spremitura delle vene profonde con il sangue che e’ costretto,per la chiusura delle valvole distali, a procedere verso l’alto abbassandosi’ in questo modo la pressione venosa; nella fase di rilasciamento muscolare le vene profonde svuotate precedentemente si riempiono del sangue che proviene dalle vene superficiali attraverso le vene perforanti.
Quando per uno dei piu’ diversi motivi si verifica l’insufficienza valvolare, il sangue tende a ristagnare in periferia esercitando una pressione sulla parete venosa che col tempo si sfianchera’e si evidenzieranno le varici.
Il sintomo classico delle varici e’ il senso di pesantezza dell’arto in ortostatismo, sintomo alleviato dalla deambulazione e dal riposo. Altri sintomi sono la facile affaticabilita,il senso di tensione, il prurito.Tra i segni obiettivi,oltre alle varici evidenti,possono comparire l’edema serotino che scompare la mattina successiva, l’iperpigmentazione,la lipodermatosclerosi,l’atrofia bianca fino alla comparsa dell’ulcera venosa che rappresentala complicanza ultima della malattia.
Oltre all’esame clinico si eseguono in genere altri tipi di indagine per la valutazione emodinamica e morfo-strutturale delle varici. L’esame Doppler C.W. e’ una tecnica semplice,veloce e dirimente per lo studio dei reflussi venosi. L’ecoDoppler e l’ecocolorDoppler sono utili soprattutto per lo studio morfologico venoso e per il mappaggio venoso in previsione di un trattamento chirurgico.
L’approccio terapeutico alle varici e’ molteplice.
La terapia medica e’ indicata solo nelle fasi iniziali della malattia e come coadiuvante di altri trattamenti(elastocompressione, dieta ).
La terapia chirurgica e’ rappresentata da: tecniche ablative- conservative - trattamenti endovascolari.
La tecnica ablativa comprende gli interventi di safenectomia, crossectomia e la flebectomia.
La tecnica conservativa si pone l’obiettivo di tattare le varici mantenendo in sede la safena drenante e non piu’ refluente (valvuloplastica esterna safeno-femorale-correzione emodinamica tipo Chiva ).
Il trattamento obliteratvo endovascolare della safena si puo’ ottenere con mezzi chimici ( scleroterapia ) o con mezzi fisici (radiofrequenza e l’energia laser).
Dott. Giuseppe Piccolo
Chirurgo Vascolare |


