Profilassi e terapia del cancro mammario: nuovi metodi di diagnostica e di terapia

Nel cuore di Piedimonte Matese, una piccola cittadina in provincia di Caserta, è attiva una struttura sanitaria convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale: la Athena spa Casa di Cura Villa dei Pini, divenuta il punto di riferimento per tutta l’utenza dell’alto casertano. La clinica è convenzionata per 60 posti letto suddivisi in medicina, chirurgia, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, chirurgia vascolare, ginecologia,  e per le attività di laboratorio analisi, fkt e diagnostica per immagini. Inoltre, mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi ambulatoriale privati.

Tra le tante attività svolte, la clinica Athena ha creato al suo interno un importante centro di “patologia mammaria”.
 
Quest’ultimo offre un valido protocollo diagnostico e terapeutico nei confronti di una patologia, che rappresenta la prima causa di morte di neoplasia nella donna intorno al 40° anno di vita: il cancro mammario.
 
Questa malattia costituisce una scottante problematica sociale ed economica, purtroppo molto attuale. Ogni anno, infatti si verificano oltre 30.000 nuovi casi di tumore mammario maligno con circa 10.000 decessi .
 
Negli ultimi anni inoltre si è registrato un sensibile abbassamento della soglia del cancro mammario tra il 25° e 30°anno di vita; pertanto questa patologia non è più prevalente appannaggio della donna giovane –adulta (40-45 anni ) o della donna in menopausa, come erroneamente si pensava fino a qualche decennio or sono; infatti il tumore maligno mammario colpisce sempre più frequentemente giovani donne tra il 25° e il trentesimo anno di vita.
Il dato sicuramente più allarmante è rappresentato da statistiche epidemiologiche che collocano alcune regioni del centro sud, tra le più colpite dell’ambito nazionale: tra queste la Campania, ove si rileva una mortalità per cancro mammario di oltre il 45%, rispetto al 28-30% della media nazionale.
Alla luce di questi dati e nel contesto di un “grigiore sanitario” sempre più penalizzante nei confronti del paziente, si innesta l’attività del Centro di Senologia di Villa dei Pini, con l’obiettivo primario di offrire una proposta diagnostica terapeutica valida, ma soprattutto “adeguata” nei confronti di una patologia ingravescente .
 
Il termine di “diagnosi adeguata” è molto importante e  significativo specialmente per quelle aree geografiche dove esiste poca “cultura senologica”; molte donne infatti credono di praticare una buona prevenzione con il solo esame clinico (visita) o effettuando una mammografia dopo i 40 anni oppure eseguendo una ecografia mammaria .
 
Le discrepanze diagnostiche  possono sicuramente aumentare, se le indagini, (visita, mammografia ed ecografo mammario) vengono effettuate dalle pazienti  in tempi e sedi diverse.  
 
Nel nostro centro di senologia invece si pratica una diagnostica senologica integrata: visita, mammografia ed ecografia in un solo tempo.
Solo la diagnostica integrata consente di ottenere una diagnosi precoce, mirata e soprattutto adeguata: cioè una diagnosi completa o cosiddetta diagnosi a “ciclo chiuso”.
 
Questo iter integrato consente una attendibilità e validità diagnostica molto elevata, pari a circa il 100/100, consentendo la scoperta di microlesioni cancerose (4-5 cm di diametro) o di indicatori di  micro-aree mammarie a rischio .
La diagnostica senologica integrata attuale, infatti, mira a slatentizzare lesioni cancerose sempre più piccole o microalterazioni strutturali pre-cancerose, poiché la successiva escissione chirurgica della stessa  permette una guarigione completa .
L’attività del Centro è finalizzata soprattutto a promuovere tra le donne del territorio e delle aree segnalate limitrofe, una maggiore cultura per la prevenzione del tumore mammario, nella piena consapevolezza che è possibile difendersi e guarire dal cancro mammario, effettuando un controllo periodico, costante ed adeguato.
Per contro un controllo saltuario ed incostante, cioè ogni due o tre anni, risulterebbe assolutamente inutile e servirebbe a diagnosticare  solo macrolesioni superiori a 2 o 3 cm di diametro, che spesso risultano fatali da un punto di vista diagnostico.  
 
La diagnosi precoce del cancro mammario è di fondamentale importanza per  poter attuare l’opportuna terapia chirurgica che  assicuri il successo dell’intervento terapeutico. Attualmente il chirurgo dispone di molte tecniche e metodiche  che vanno modulate in relazione alle condizioni della neoplasia: si va, infatti, dalla tumorectomia semplice a quella allargata con o senza I.O.R.T.(radioterapia intraoperatoria), alla quadrantectomia con  o senza linfoadenectomia  ascellare arricchita terapeuticamente dalla radioterapia e chemioterapia postoperatoria, alla mastectomia  semplice,a quella sottocutanea  ed, infine, alla mastectomia radicale.
 
La terapia conservativa  è quella  più frequentemente utilizzata  oggi perché ha ormai raggiunto un elevatissimo standard. Le più recenti conoscenze sulla malattia tumorale della mammella hanno cambiato quello che è il concetto stesso di radicalità che da  anatomochirurgico è divenuto biologico, creando i presupposti per un approccio più moderno ed ormai scientificamente validato: la chirurgia conservativa e superconservativa,la chirurgia microinvasiva e lo studio della stato linfonodale mediante la tecnica del “linfonodo sentinella”.
In chirurgia conservativa, qualunque metodica venga utilizzata ,è di fondamentale importanza lo studio accurato dei margini di resezione del tumore che, nel tempo, si sono notevolmente ridotti  sino ai 10mm che costituiscono  oggi il limite comunemente accettato: i margini microscopicamente negativi offrono  notevole  garanzia contro le recidive locali e si impone il ricorso ad un allargamento dell’escissione se sono coinvolti dal tumore. L’esame istologico intraoperatorio  su congelatore può essere di grande aiuto.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
Un discorso a parte meritano sicuramente  le lesioni non palpabili:tessuto tumorale di pochi millimetri  che il miglioramento delle tecniche di imaging permettono di evidenziare soprattutto mammograficamente, che vanno  trattate con metodiche microinvasive ma che necessitano di essere  localizzate preoperatoriamente con grande precisione. Le tecniche di localizzazione sono essenzialmente tre:
 
  • la localizzazione mediante filo guida(wired hook) inserito sotto guida ecografica, o radiografia stereotassica.
  • la ROLL (Radio Occult Lesion Localization) consistente nella iniezione eco guidata  o con radiografia stereotassica di  macroaggregati di albumina umana marcata.
  • localizzazione mediante l’uso di marcatori colorati iniettati nel tessuto tumorale.(blue- dye)
Effettuata la localizzazione preoperatorie  si può procedere alla rimozione del tessuto tumorale attraverso diverse tecniche.
Come si è visto, il chirurgo attualmente ha una grande possibilità di scelte terapeutiche, ma la scelta  per essere finalizzata ad una corretta programmazione terapeutica, deve necessariamente tener conto  dei seguenti fattori:
 
  • certezza delle dimensioni del tumore, della sua unicità e di margini liberi da neoplasia,per  realizzare un intervento chirurgico radicale,
  • -possibilità tecnica di reperire le piccole lesione e quelle non palpabili.
  • radioterapia  meta chirurgica.
 
 

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