L’eiaculazione precoce è il più frequente dei disturbi sessuali maschili, nonostante tutti pensino sia l’impotenza. Un quinto dei maschi adulti ne è affetto, ma nonostante ciò resta ancora poco conosciuta. L’eiaculazione precoce viene definita in vario modo, ma sulla base di criteri comuni dalle principali società scientifiche internazionali AUA(American Association of Urology), EAU(European Association of Urology), ISSM(International Society of Sexual Medicine) ossia: Eiaculazione che si verifica in modo persistente o ricorrente, in seguito a stimolazione sessuale minima, prima o durante la penetrazione vaginale- Mancanza di controllo eiaculatorio – Conseguenze negative a livello personale come frustrazione.Circa nella metà dei casi si è manifestata già sin dalla prima esperienza sessuale (si definisce Eiaculazione precoce primaria o lifelong) o altrimenti in seguito ad una normale attività sessuale (Eiaculazione precoce secondaria o acquisita) per esempio dopo lunghi periodi di stress, per patologie quali la disfunzione erettile, l’ipertiroidismo, prostatiti, o a causa di altri disturbi psicologici/relazionali.Lo studio, il primo mai condotto su questo argomento, ha coinvolto un campione di 4.500 tra uomini “troppo veloci” tra le lenzuola e le loro partner di 9 paesi europei e si è riscontrato che chi soffre di EP non è solo teenager né solo single: ha invece, prevalentemente età compresa tra i 31 e i 40 anni ed è coinvolto in una relazione stabile o di lunga durata (circa il 76%).

 

La cosa che più stupisce è la convinzione nella maggior parte dei casi di non aver un problema medico, da affrontare appunto con un esperto, ma un sintomo legato alla sfera soggettiva, alla psicologia della vita di relazione. Non stupisce quindi che in tutta l’Europa soltanto nel 23% dei casi gli uomini sappiano che l’EP è una condizione medica in sé, cioè un problema sessuale dovuto a precise cause congenite o derivante dalla presenza di altre patologie  (prostatiti ad esempio o problemi alla tiroide), per il quel esistono terapie specificheCome scoprire se i tempi sono patologici? Semplicemente cronometrando il tempo che intercorre dall’inizio della penetrazione all’eiaculazione, secondo criteri internazionali diagnostici questo tempo (definito come IELT tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) non deve essere inferiore al minuto. Un minuto sembra poco, ma secondo le stime su studi di popolazione si è evidenziato che la durata del rapporto sessuale varia tra 1 e 10 minuti, con una media di 5 minuti e 40 secondi, ovviamente la percezione soggettiva di questo tempo può essere da mille e una notte ma i dati scientifici ci riportano alla realtà, tempi umani e non da supereroi. Perché i tempi contano? Oggi i bisogni primari (alimentazione, acqua potabile, riparo, salute primaria, educazione,lavoro) sono pienamente soddisfatti, la società ha riconosciuto il diritto della donna di avere piacere e soddisfazione fisica personale ed il piacere sessuale è considerato uno dei pilastri della qualità di vita.La Società Italiana di Andrologia, la Società  Italiana di Urologia e la Società Italiana di 
Andrologia e Medicina Sessuale hanno promosso la  campagna di informazione e di visite gratuite “EPDays 3 giorni per l’eiaculazione precoce” che si terrà nei giorni 24-25-26 maggio presso diversi centri distribuiti su tutto il territorio nazionale tra cui la “ATHENA CASA DI CURA VILLA DEI PINI” di Piedimonte Matese dove sarà possibile accedere tramite prenotazione al numero 0823/784666 oppure ottenere maggiori informazioni consultando il sito www.clinicathena.it .

 

 

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