Prevenzione Epatocarcinoma - Clinica Athena
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Prevenzione Epatocarcinoma

ESAMI

Prevenzione dell’Epatocarcinoma – IN CONVENZIONE CON IL S.S.N.

L’epatocarcinoma (HCC) e’ il tumore primitivo più frequente del fegato. Può insorgere su fegato sano o, più comunemente, su fegato affetto da cirrosi. Tra tutti i tumori è il quinto per frequenza negli uomini e l’ottavo nelle donne. In Italia l’incidenza di HCC si aggira intorno ad 11 casi ogni 100.000 abitanti. Si stima che ogni anno nel mondo ci siano 1.000.000 di nuovi casi. I fattori di rischio più rilevanti sono rappresentati delle infezioni da virus epatico B e C. L’Italia rappresenta un’area a rischio intermedio. La fascia d’eta’ piu’ colpita e’ compresa tra i 60 e gli 80 anni, il sesso maschile e’ più colpito rispetto a quello femminile. La cirrosi epatica rappresenta il fattore di rischio piu’ importante per lo sviluppo del tumore, tanto che la maggior parte dei casi di neoplasia si presenta su fegato cirrotico. Le condizioni che portano piu’ frequentemente alla cirrosi sono le infezioni da epatite B e C oltre all’abuso di alcool. Spesso i pazienti con epatocarcinoma sono inconsapevoli finche’ il tumore non ha raggiunto uno stadio avanzato. Il sintomo più comune e’ un dolore al fianco destro associato a perdita di peso e stanchezza. L’ittero (il colore giallo di cute e mucose) si presenta raramente come evento iniziale, il dolore alle ossa e’ generalmente presente solo in pazienti con metastasi in tale sede e la difficolta’ respiratoria si può presentare nei casi di metastasi al polmone. Le tecniche usate per la diagnostica dell’HCC permettono di individuare la lesione, valutare le caratteristiche del nodulo e la diffusione della malattia.

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Esse sono eseguibili presso la clinica Athena:

 

 

• Ecografia: rappresenta l’esame di primo livello nei pazienti cirrotici e nel follow up dei pazienti oncologici;

 

• Ecografia con mezzo di contrasto (CEUS): E’ una tecnica che combina l’impiego della tecnica ecografica con la somministrazione per via endovenosa di mezzi di contrasto. Permette di caratterizzare in modo più preciso, la vascolarizzazione del tessuto e i vasi più piccoli e neoformati, consentendo così di individuare anche piccoli tumori. E’ utile nelle diagnosi differenziali.

 

• Elastografia Shear Wawe (SWE): metodica per valutare la rigidità del fegato. E’ integrata in apparecchiature ecografiche evolute in grado di esaminare tutti i tipi di organi e utilizza sonde convenzionali per ecografia addominale. L’analisi della rigidità del fegato, espressa in kiloPascal (KpA) può essere eseguita nel corso di un esame ecografico di routine. L’Elastografia shear wave ha dunque il vantaggio di visualizzare contemporaneamente l’immagine anatomica ecografica del fegato per la corretta selezione della zona da valutare.

 

• TC: riesce a valutare i rapporti tra tumore, strutture vascolari ed eventuali infiltrazioni degli organi vicini.

 

• RMN: fornisce informazioni altrettanto accurate circa i rapporti con le strutture vascolari grazie alle sequenze colangiografiche ed angiografiche.

 

Presso l’unità di chirurgia della struttura il prof. Antonio Giorgio effettua terapie percutanee per la cura dell’epatocarcinoma. Le terapie ablative percutane sono trattamenti locali che permettono di introdurre nel nodulo, attraverso la cute, particolari aghi che conducono energia radiante inducendo così necrosi della lesione.

 

Esse sono:

 

a) Termoablazione con Radiofrequenza: introduzione di aghi sotto guida ecografica o TC. E’ indicata nei noduli di 3 cm, fino ad un massimo di 5 cm.

 

b) Termoablazione con microonde: e’ una metodica piu’ recente che permette la necrosi di noduli con diametro maggiore di 3 cm.

 

c) Alcolizzazione: e’ stata la prima terapia ablativa introdotta. Consiste nella iniezione direttamente nel tumore di etanolo al 95%.