Cosa fare dopo il contagio Covid-19? Ecco cosa consiglia lo specialista.

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Il COVID-19 si è diffuso in tutto il mondo negli ultimi mesi da quando è stato riconosciuto per la prima volta a Wuhan. All’inizio della pandemia si pensava fosse una malattia a breve termine, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato che il tempo dall’insorgenza al recupero clinico per i casi lievi era di circa 2 settimane e che il recupero richiedeva da 3 a 6 settimane per i pazienti con malattie gravi o critiche. In alcuni pazienti, però, i sintomi debilitativi non sono mai scomparsi.

Al momento, non si parla molto di ciò che si dovrebbe fare dopo la negativizzazione del tampone.

Il danno a livello polmonare è sicuramente la conseguenza maggiormente riscontrata, può essere di estensione variabile ed è possibile che parte di queste lesioni rimangano influenzando la funzione respiratoria. Il Dott. Ferritto Luigi, specialista in Malattie Respiratorie e medico del reparto di Medicina Generale presso la Clinica Athena, consiglia l’esecuzione di alcuni esami che consentono di verificare lo stato di salute, eventuali danni riportati e mettere in atto possibili terapie. A tal fine, sarà necessario seguire i pazienti nel tempo.

L’esperto consiglia di effettuare i seguenti controlli a distanza di 1/2 mesi dalla negativizzazione:

  • Test sierologico venoso, per valutare la quantità di anticorpi.                                               
  • Esami ematici: emocromo, Pcr, D Dimero, azotemia, creatinina, uricemia.                      
  • Spirometria, che misura volumi e flussi polmonari.
  • Consulenza Pneumologica.
  • Tac Torace HR (se necessaria, previa richiesta dello specialista)

La decisione di organizzare questo programma di monitoraggio nel tempo sul decorso clinico dei pazienti ammalatisi di Covid-19, che si sta pianificando così come in altre strutture sanitarie in Italia e all’estero anche in Clinica Athena, è dovuto alla specificità di questa malattia e alla sua ‘storia’ nell’organismo umano. Il Covid-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19), è una patologia infettiva respiratoria, causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus, che si sviluppa con l’arrivo delle particelle virali sulle superfici delle mucose respiratorie umane. Se il patogeno riesce a superare la barriera difensiva delle cellule che rivestono le prime vie respiratorie, poi giunge nel polmone profondo, e lì causa, come è noto, quadri di polmonite in alcuni casi molto grave, accompagnata da insufficienza respiratoria. Ma il virus può causare anche danni agli altri organi, tra cui la più comune conseguenza riscontrata è l’insufficienza renale.

L’iniziativa è rivolta sia a pazienti che sono stati sintomatici sia a quelli che sono stati asintomatici durante i giorni di contagio.

Aderire quindi a questa iniziativa sarà molto importante per la salute dei pazienti interessati, ma aiuterà tutti a capire e definire la ‘storia’ di questa malattia sulla quale ancora tanti interrogativi sono aperti e per la quale non sono ancora accertati trattamenti specifici.